L’artigianato in Italia ha sempre raccontato storie di tradizioni e di passaggi di testimone tra epoche; proprio quello dalla fisica alla bottega virtuale è stato il passaggio che ha osservato più disarmato, è stato quello che ha decretato il rischio d’estinzione dei mestieri più ricercati di un tempo. Calzolaio, orologiaio, liutaio: sparsi in Italia ci sono numerosi musei etnografici che raccontano le arti e i mestieri di un tempo.

Ma è soprattutto a Natale che riscopriamo gli artigiani, le loro meticolose officine e la grande cura che hanno della materia prima che lavorano. In numerosi Borghi e paesi dei Castelli Romani e Monti Prenestini non mancano mercatini, casette di legno con oggetti tipici natalizi, mostre e percorsi d’arte.

Siamo andati a Zagarolo, dove un itinerario di nove temporary shop nel centro storico ha accolto, nei locali sfitti, gli artigiani e le loro creazioni.

Luisa D'Ambrosi

Sono alcuni anni che svolgo questa professione – ci dice Luisa D’Ambrosi, artigiana del vetro. – Promuovo la mia attività tramite fiere e mostre, l’ultima a Firenze. Lavoro il vetro in tecnica “Tiffany” utilizzando lastre di vetro fuso provenienti da varie parti d’Italia – tra cui la Toscana – e dall’estero, principalmente dagli Stati Uniti. Lastre che poi vanno tagliate e modellate in base al disegno da realizzare”.

Alessia Pennella

Anche l’artigianato, però, tende a rinnovarsi e a utilizzare gli strumenti tecnologici contemporanei. È il caso di Alessia Pennella che con NSD Factory ha aperto un laboratorio di creatività basato sul plexiglas. “Lo abbiamo scelto per le doti estetiche espresse dalle sue trasparenze e colorazioni brillanti – ci racconta. – Ci piace l’idea del bello accompagnata da una giusta dose di componente tecnica. Tutti i nostri oggetti seguono un iter progettuale: dall’idea ai primi bozzetti, dalla progettazione alla definizione di un modello matematico e, infine, la realizzazione di un prototipo di studio”.

Ma gli artigiani quanto guadagnano?
L’artigianato in Italia tira in base al pubblico che riesce a coinvolgere – spiega Giuseppe Lo Vetere, artigiano del legno. – Nel nostro Paese si trova sempre l’appassionato o lo storico d’arte che apprezza il manufatto autentico e fatta a mano.

Giuseppe Lo Vetere

Sicuramente la pandemia ha dato al settore uno stop importante”. Giuseppe è un artigiano a Km 0 che vanta opere in giro per il Mondo: Venere di Botticelli a Londra, alcuni pezzi a Tenerife, Belgio, Polonia e Giappone. “Lavoro il legno in maniera hobbystica-artigianale. Mi procuro il legno in campagna e lo stagiono. Utilizzo scarti di legno d’ulivo o piante vecchie e tagliate, metto da parte il tutto e poi lo taglio in tavole per farci opere pirografiche o complementi d’arredo. La tecnica che utilizzo è molto antica: si tratta dell’incisione del legno con il fuoco; ci vuole molta attenzione e precisione”. 

l’artigianato in Italia ha sempre raccontato storie di tradizioni e di passaggi di testimone tra epoche.

Da una tecnica utilizzata nelle scuole nel dopoguerra a una contemporanea. “Abbiamo scelto il metacrilato e il taglio laser perché sono la migliore combinazione in termini produttivi ed economici per realizzare i prodotti – precisa Alessia Pennella. – La “semplicità” del taglio laser è senza dubbio il metodo di trasformazione più rapido per realizzare geometrie partendo da progetti che continuiamo però a sviluppare in 3D”.

Sostenere gli artigiani significa entrare nel loro mondo, nell’intimità tra le loro mani e i preziosi strumenti che amministrano con sapienza. “Con il Covid c’è stato un brusco arresto di vendite e di produzione, soprattutto perché l’artigianato non è visto come un bene di prima necessità – conclude Luisa D’Ambrosi. – Ma noi artigiane non molliamo e cerchiamo di educare alla bellezza, ci crediamo fermamente!

Luisa, Alessia e Giuseppe – insieme a tanti altri artigiani – li trovate a Zagarolo, nell’itinerario da Via Fabrini a Viale Ungheria. Mappa: CLICCA QUI

L’occhio di Lu su Instagram: @locchiodilu_1828
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Mail: giuseppe.lovetere67@gmail.com